Tenebra

dark-picture-19

Il caffè faceva schifo.

In effetti aveva senso, era la perfetta conclusione di tutto. Un caffè orribile per concludere una vita orribile, davvero appropriato.

Il tavolino del bar era di quelli quadrati col ripiano di plastica. Aveva due sedie, ma quella di fronte era vuota, per fortuna. Niente di peggio di uno sconosciuto che ti osserva e magari pretende anche di parlarti. O peggio, qualcuno di conosciuto. Alle sue spalle la gente al bancone del bar emetteva suoni che arrivavano confusi. Brandelli di conversazioni, rumori di tazzine e bicchieri, risate. La loro felicità lo faceva arrabbiare ancora di più. Come si permettevano di essere allegri?

Davanti ai suoi occhi invece l’uscita lasciava intravedere solo il buio, dando l’impressione che il bar si trovasse in mezzo al nulla. Forse si trovava in mezzo al nulla. Del resto non ricordava come aveva fatto ad arrivarci.

Il mondo non aveva senso. La vita non aveva senso. Non c’era uno scopo, non esisteva nulla per cui valesse la pena lottare. Aveva creduto che esistesse in passato, ma le rare volte che era riuscito a raggiungerlo non ne aveva ricavato nulla. Salire una montagna serviva solo a scoprire che dietro ce n’era una ancora più grande, ma anche su quella non c’era nulla per lui.

Provò a pensare a qualcuno, una persona che desse la forza di andare ancora avanti, ma niente. No, le persone hanno bisogno di voler bene a qualcuno, e se sei fortunato per un breve periodo potresti essere tu, ma il loro istinto primario è quello di prevaricare e umiliare gli altri. Nulla soddisfa l’essere umano come la sensazione dell’umiliazione pubblica di qualcun altro. E lui non era diverso. Non l’aveva fatto spesso, a dire il vero, anzi praticamente mai, ma sapeva bene che era più perché il caso aveva voluto che si trovasse quasi sempre nella parte dell’umiliato piuttosto che dall’altra. Il caso e il fatto di essere un debole, patetico omino. Era sicuro tuttavia che se si fosse trovato dalla parte giusta non avrebbe esitato ad affermare la sua supremazia sugli altri nel modo più brutale possibile.

Provò ad insistere, a farsi venire in mente un nome, una faccia. Nulla, le sue sensazioni verso gli altri rappresentanti del genere umano andavano dall’odio all’indifferenza. Qualcuno forse c’era stato che era riuscito a sfondare la sua corazza. Sì, erano esistite delle persone speciali. Aveva commesso l’errore di lasciarle entrare e loro gli avevano scavato dentro lasciando solo un grande buco quando se ne erano andate. E lui, per sua sfortuna, non dimenticava mai nessuno.

Era entrato in quel bar per riflettere. No. Odiava sé stesso, e non avrebbe mai volontariamente ascoltato la sua voce interiore.

Era entrato in quel bar per concedersi un ultimo piacere. No. I piaceri sono solo qualcosa che ci inventiamo per dare un senso alle nostre giornate vuote.

Era entrato in quel bar per non stare al silenzio. Sì. Il silenzio era forse l’ultima cosa che ancora gli faceva paura. Tutto ma il silenzio no. Nel silenzio arrivano i pensieri, nel silenzio sei costretto a guardare te stesso, ad ascoltarti, a scoprire cosa sei diventato, a chiederti dove stai andando. Meglio allora l’irritante chiacchiericcio senza senso degli avventori del bar. Tutto ma il silenzio no.

Era anche rovinato, ma non era quello il problema. Del resto era colpa sua. Aveva lasciato che la sua piccola fortuna si disperdesse in mille rivoli, prima piano piano, poi come un fiume in piena. Del resto, perché fare la fatica di conservarla? Ottenerla non gli aveva dato alcuna soddisfazione, solo la sensazione di aver sprecato inutilmente energie e salute. Comunque adesso era andata, completamente, insieme a qualunque cosa avesse mai posseduto.

Guardò le tre monete che aveva in mano. Insieme ai vestiti che aveva addosso erano esattamente tutto ciò che gli restava. Gli venne un sorriso amaro mentre rifletteva oziosamente se rappresentassero il valore attuale della sua vita o il suo riassunto. Abbandonò quel pensiero inutile e tornò a far vagare lo sguardo su ciò che aveva intorno.

Gli occhi gli passarono sulla cassa, dietro la quale erano attaccati in bella vista i gratta e vinci con roboanti annunci di premi milionari. Stava per proseguire oltre quando notò che uno dei ticket in vendita costava esattamente come le tre monete che aveva in mano. Ci rimase a riflettere per qualche secondo. Certo che era una bella coincidenza. Ma sì, non aveva mai preso un gratta e vinci in vita sua, perché non iniziare ora?

Si alzò e comprò il biglietto. Tornato al suo tavolo, col biglietto davanti agli occhi si ritrovò contro la sua volontà a pensare. E se fosse stato un segno del destino? Pensava ai soldi ottenuti senza fatica che quel biglietto gli avrebbe potuto fruttare. A dargli speranza non erano tanto i soldi in sé, per quanto gli avrebbero fatto comodo, ma il fatto che sarebbe stato un segno che dopotutto non era finita. Forse, se poteva succedere quello, anche le cose belle potevano succedere. Forse era solo un caso che fosse andato tutto male, dopotutto. Una volta tanto se lo sentiva, quel biglietto era vincente.

Prese la decisione, si mise una mano in tasca. E si rese conto che non aveva più una moneta per grattare il biglietto. Le sue ultime monete le aveva spese per comprarlo.

Gli venne da ridere, prima sommessamente, poi ad alta voce. Qualcuno si girò a guardarlo. Soppesò per un momento l’idea di chiedere una moneta alle altre persone presenti, o magari trovare qualcos’altro, ma che senso avrebbe avuto?

Si alzò, lasciò cadere il biglietto a terra e uscì dal bar.

Dietro di lui, solo la tenebra.


Licenza articolo: Attribuzione, Condividi allo stesso modo

Bene, hai letto l'articolo: ti ha ispirato? Ti ha fatto infuriare? È un cumulo di idiozie?

Loggati oppure Iscriviti per dirci la tua!  Se vuoi far presto:


5 commenti

Aggiungi il tuo
  1. Immagine Avatar

    Relesia Nova Hardwired Commando - 40° livello
    mercoledì 28 dicembre 2016 @ 15:03 #

    Ma bentornato!
    Vedo che la digestione del panettone non è andata a buon fine…
    Occhio con il cotechino e le lenticchie, eh?

  2. Immagine Avatar

    Le notti con Salem Iniziato - 15° livello
    venerdì 30 dicembre 2016 @ 11:41 #

    Una storia perfettamente in linea con il periodo. Davvero squisita ;-)

  3. Immagine Avatar

    nakis Architetto di Terraforming - 50° livello
    venerdì 30 dicembre 2016 @ 15:16 #

    Davvero ben scritta. Peccato per il tenore cupo, non si adatta ai miei gusti (almeno in questo momento).

  4. Immagine Avatar

    Nanelfa Personaggio non giocante - 4° livello
    venerdì 30 dicembre 2016 @ 20:59 #

    Bello!
    Potrebbe essere interessante capire dov’è il bar.
    Ma come mai tutto questo pessimismo e fastidio?

  5. Immagine Avatar

    Oleron Architetto di Terraforming - 48° livello
    sabato 31 dicembre 2016 @ 12:02 #

    Come disse saggiamente un mio amico: perché essere felici se non ve n’è motivo?

    Bel lavoro Nabbo!

Partecipa alla discussione

Utente anonimo