Racconto di Marryn Nine: Iupnothin – Risveglio

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Ultimo capitolo del racconto d’esordio del mio alter-ego Marryn Nine: Iupnothin.

Capitolo 1: Prima notte

Capitolo 2: Primo giorno

Capitolo 3: Seconda notte

Capitolo 4: Secondo giorno

Capitolo 5: Terza notte

Capitolo 6: Terzo giorno

Capitolo 7: Ultima notte


Risveglio

«Rodney, tesoro svegliati…», sentì la dolce voce di sua moglie Alice.

Aprì gli occhi molto lentamente. Di fronte a sé delle ombre dai contorni incerti vacillavano. Sentiva ogni singolo muscolo del suo corpo intorpidito e una macchina alla sua sinistra emetteva un segnale acustico contemporaneamente al battito del suo cuore. Poteva vedere dei tubi partire dal suo naso e finire su una macchinario con una ventosa in un cilindro di vetro trasparente che saliva e scendeva ritmicamente. Solo quando volse lo sguardo alla fine del letto, a Rodney parve di assistere ad un miracolo: dei folti ricci rossi erano riversi sulla coperta all’altezza dei suoi piedi. Una mano sottile e bianca con una fede dorata all’anulare sbucava da sotto quella testa immobile. Era Alice.

Estasiato da quella visione angelica immersa in chissà quale sogno, restò a fissarla. L’ingresso di una donna col camice bianco interruppe la sua trance e svegliò anche sua moglie.

Vide i grandi occhi scuri e profondi di Alice incorniciati dagli alti zigomi ed un grande sorriso che formava ai lati due splendide fossette. Era ancora più bella di quanto ricordasse. Lo sguardo allegro di sua moglie sembrava ridare vita ad un viso un po’ troppo magro, forse solcato dalle angosce degli ultimi tempi. La dottoressa catturò la sua attenzione:

«Bentornato tra noi, Rodney. Non si deve spaventare se al momento non è in grado di muoversi o parlare, nonostante sia cosciente. Non può mica pretendere di riprendersi in pochi minuti, dopo essersi svegliato da uno stato comatoso di tre settimane.».

Quelle parole all’inizio lo confusero, poi furono come uno stimolo per la sua memoria, che immediatamente riemerse, mettendo ordine al caotico puzzle nella sua testa: la notte dell’incidente era da solo in auto, stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro. Un’auto lanciata a folle velocità nel senso di marcia opposto l’aveva colpito in pieno. Prima di perdere i sensi, aveva dato uno sguardo al display dietro al volante, dove l’orologio segnava le 21,00. Poi era sopraggiunto il buio.

La dottoressa controllò i riflessi pupillari alla luce e si rivolse con uno sguardo mesto ad Alice:

«Purtroppo la conducente dell’altra auto, la signorina Lisa Billard non è stata altrettanto fortunata… d’altronde l’alto tasso di barbiturici nel suo sangue non avrebbero reso il compito facile ai paramedici in nessun caso.».

Come una folgore s’affacciò alla sua mente il pensiero della povera donna deceduta nella clinica e si chiese se non avessero già parlato di lei in quella stessa stanza, mentre era in coma. La dottoressa continuò a parlare della sventurata:

«Poverina, era una donna distrutta dal dolore per la perdita della sua bambina Linda. Da diverso tempo era in cura presso un mio collega, il dottor Madley Hatterson, credo che sia stato lui a consigliarle la musicoterapia, giusto?».

Il volto di Alice s’illuminò:

«Si, mi ha consigliato di far ascoltare della musica che a Rodney avrebbe fatto piacere sentire e di non smettere mai d’esortarlo a svegliarsi. In borsa ho ancora il libro che fino a ieri leggevo per lui.», tirò fuori dalla borsa “Alice nel paese delle meraviglie“. Ora capiva anche il perché di quei sogni così assurdi. Era così felice nel vedere sua moglie viva di fronte a sé, che per alcuni minuti restò a fissarla, come rapito da un bellissimo sogno.

 


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2 commenti

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    Le notti con Salem Ierofante - 25° livello
    lunedì 23 ottobre 2017 @ 00:56 #

    E così la storia è finita. Mi ha fatto piacere leggerla, tuttavia devo ammettere che il finale mi ha lasciato un pochino insoddisfatto. Voglio essere chiaro: mi è piaciuto e considerando gli episodi precedenti ci sta bene, però l’ho trovato troppo veloce. Visti i rimandi ad Alice, mi aspettavo che il momento che precede il risveglio fosse un escalation di stranezze che mettessero ancora più in dubbio la realtà di Rodney. Pazienza. In ogni caso, mi sta bene e spero di poter leggere altro da te in futuro :-)

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      Mina Harker Aspirante Avventuriero - 8° livello
      lunedì 23 ottobre 2017 @ 19:36 #

      Ti ringrazio per il commento schietto (sono quelli che preferisco). Purtroppo Marryn ha un brutto rapporto con la parola “fine” (ma ci stiamo lavorando) e non voleva lasciare il racconto a metà, tanto meno dilungarsi eccessivamente. Onestamente anche un altro lettore ha espresso la stessa insoddisfazione, quindi non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di lasciarvi senza fiato (e più soddisfatti) in futuro ;)

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