Parlando di giochi: Pocket Mirror

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Benritrovati pochi, pochissimi temerari che ancora si avventurano per queste lande.
Oggi avevo intenzione di parlarvi di un titolo a cui ho avuto il piacere di giocare negli ultimi tempi, tuttavia, a seguito di una decisione che ho preso di recente e di cui vi parlerò alla fine di questo articolo, ho deciso di “cambiare l’argomento del giorno” e renderlo in qualche modo “speciale”.  In realtà non è che cambi più di tanto: è semplicemente un titolo diverso da quello che volevo proporre oggi. Un titolo più complesso e ricco.
Adesso però basta con le chiacchiere.
Signori e signore, ho il piacere di presentarvi

 

 

POCKET MIRROR

Questo gioco è stato creato dal gruppo Astral Shift e lo potete scaricare qui . Vi dico subito un paio di cose: richiede RPG Maker VX Ace RTP per funzionare; pesa 1.5 GB e sui computer vecchi non riesce a caricare i filmati.
Ammetto che questo è un titolo che ho trovato per purissimo caso. Stavo spulciando Pinterest in cerca di fanart varie – tra cui alcune su giochi che ho già recensito o avevo intenzione di recensire in futuro – e sono incappato in alcuni degli artwork originali che riconducevano a questo fantomatico “Pocket Mirror”. All’inizio ho storto il naso di fronte a questi disegni che ritraevano le graziose fanciulle che appaiono nel gioco, pensando che fosse una roba melensa tipo Barbie o roba simile, ma poi mi sono ricordato di Madoka Magica, quello splendido anime che si presenta come una zolletta di zucchero ma che in realtà nasconde un cuore di cianuro e acido solforico, perciò ho indagato.
E ho fatto bene (leggendo bene la trama completa ho anche trovato delle assonanze con un certo film horror, ma non vi dirò di quale si tratta altrimenti vi demolirei l’intera trama).
Vi avverto fin da subito che i creatori sono al lavoro su un prequel di questo titolo, e che il suddetto prequel sarà purtroppo (per me) a pagamento, in quanto creato con un loro programma originale. Personalmente non posso che auguragli un gran successo, visto l’ottimo lavoro che hanno fatto con questo loro primo gioco, perciò proseguiamo con l’analisi.

RIFLESSO VUOTO

Una ragazza in preda all’amnesia si risveglia in una cella piena di fiori con un grande specchio appeso alla parete. Non sa cosa sta succedendo né dove si trova, ma non impiega molto a capire che c’è qualcosa che non va. Guardando nel grande specchio infatti si accorge che quello non riflette la sua immagine (no, non è un Vampiro). Poco dopo sente dei colpi alla porta e decide di uscire. Comincia così il suo viaggio attraverso lo strano palazzo in cui è rinchiusa. Non sa perché è lì o chi ce l’ha portata. L’unica cosa che sa, e che è la più importante, è che non deve mai separarsi dallo specchietto dorato che le ha dato la madre. Cosa dovrà affrontare la ragazza senza nome per avere le risposte che cerca? Incontrerà qualcuno in grado di aiutarla? Questo sta a voi scoprirlo.

 

 

L’APPARENZA INGANNA

Tra tutti i titoli di questo genere a cui ho giocato finora, Pocket Mirror è senza dubbio quello con la grafica più avanza. Man mano che proseguiamo nel gioco, ci ritroveremo a vagare per giardini rigogliosi, ville lussuose, manieri in rovina, cattedrali piene di rose bianche e circhi sottomarini. Ogni stanza che ci ritroveremo a esplorare durante la nostra fuga ha un livello elevatissimo di dettagli e un ampia varietà di colori, fra cui ovviamente spiccano il rosso del sangue e il nero delle ombre. I ritratti dei vari personaggi, in stile anime, hanno un che di barocco, che si sposa bene con l’ambientazione che ci circonda, mentre i filmati che ci verranno mostrati nel corso dell’avventura puntano più su una grafica stilizzata, bambinesca nell’aspetto ma non nel contenuto.
Ultima ma non per importanza, la colonna sonora. Magnifica. Melodie da carillon che si sposano bene con l’atmosfera horror barocca di questo gioco. La presenza del violino e del pianoforte poi è un vero tocco di classe. Ammetto di non essere in grado di esprimere a dovere la soddisfazione che mi ha lasciato l’ascoltare la colonna sonora, perciò credo sia il caso di farvene sentire una parte per capire cosa intendo.

 

 

 

PRIGIONE DI VETRO

Dato che i comandi non cambiano mai, per questa volta non li metto: basta leggere uno degli articoli precedenti!
Lo scopo del gioco è chiaro, ovvero fare in modo che la protagonista attraversi i vari ambienti in cui si addentrerà sana e salva, e per farlo dovremo risolvere numerosi enigmi di varia natura. A volte si dovranno cercare oggetti specifici, altre spostare il mobilio della stanza in una maniera precisa e in un più di un’occasione dovremmo affrontare veri e propri mini-giochi. Alcuni enigmi sono piuttosto semplici, mentre per altri ci vorrà un minimo di ragionamento. La cosa affascinante di questo gioco è che i suoi creatori hanno pensato anche ai giocatori non-udenti, infatti, nelle opzioni di gioco, è possibile impostare la modalità apposita che modificherà gli enigmi basati sul suono presenti nel gioco in enigmi basati sulle immagini, affinché tutti possano giocare a questo titolo. Ci troveremo poi a interagire spesso con i numerosi personaggi che incontreremo durante il nostro viaggio e le scelte che faremo in quelle occasioni influenzeranno il finale. Qui bisogna stare molto attenti, perché ci sono ben sei finali differenti (tre brutti, uno neutro e due buoni) e basta un niente per compromettere il raggiungimento del risultato migliore. Inutile dire che ci conviene salvare tutte le volte che ne avete occasione e fare anche salvataggi multipli utilizzando i tredici slot forniti dal gioco. Ah, ci conviene anche farci amico il pulsante per la corsa, perché dovremo correre un bel po’ in più di un’occasione. Ve lo dico subito, le sezioni in cui dovremo fuggire possono causare un po’ di grattacapi se non si azzeccano i tempi, e la musica di sottofondo non fa che aumentare l’ansia – cosa più che giusta, data la situazione -.
Questo però non significa che non possiamo goderci il viaggio!
Sparsi per le stanze che ci troveremo a esplorare, ci sono numerosi punti d’interesse con i quali potremo interagire. Spesso si tratterà di semplice arredamento con una breve descrizione, giusto per arricchire ancora di più l’atmosfera, e altre volte invece saranno veri e propri indizi che ci aiuteranno nella risoluzione degli enigmi o che ci forniranno dei dettagli relativi alla trama. È sempre bene ispezionare ogni angolo di ogni stanza in cui entriamo, perché a volte ci capiterà di trovare anche degli oggetti molto speciali chiamati Pumpkin Charms. Questi oggettini ci saranno molto utili una volta completato il gioco almeno una volta, perché ci daranno la possibilità di sbloccare dei contenuti extra all’interno di una stanza bonus a cui avremo accesso tramite l’opzione New Game Plus. Io non l’ho ancora usata questa opzione, ma la sfrutterò presto, perché da quel che ho sentito dire questa modalità permette di capire meglio la trama, in quanto fornisce più informazioni rispetto alla partita iniziale.

 

 

TIRANDO LE SOMME

Caspita, era un bel po’ di tempo che non mi capitava di poter dire così tanto su un gioco, ma in fondo questo è un titolo che secondo me merita tutta la nostra attenzione, perciò ecco a voi il solito riepilogone finale:

Pro:
- trama intrigante;
- ambientazione suggestiva, soundtrack stupenda e splendidi artwork;
- sei finali differenti a seconda delle scelte che facciamo;
- svariati extra da sbloccare;
- dalle 5 alle 8 ore per finirlo, il che significa tantissimo per un titolo del genere;
- modalità New Game Plus, che rende più chiari i dettagli della trama, da sbloccare finendo il gioco almeno una volta.

Contro:
- parecchi interrogativi restano insoluti, a meno che non lo rigiochiate nella modalità New Game Plus;
- se avete un computer vecchio come il sottoscritto, preparatevi a vedere il gioco crashare almeno quattro o cinque volte.

 

 

COMING NEXT?

C’è così tanto silenzio da queste parti… ma dove siete finiti tutti? C’è ancora qualcuno qui?

Sigh, proprio adesso che mi era tornata la voglia di condividere nuove esperienze videoludiche, mi ritrovo da solo in un villaggio cibernetico abbandonato. Non che sia una novità per me, ma speravo che per una volta le cose andassero diversamente. Pazienza, a quanto pare è ormai cosa certa che sono nato nel paese sbagliato.
Sarò sincero, questo silenzio mi opprime, perciò ho preso una decisione: se entro tre mesi non vedrò almeno tre articoli scritti da altri utenti – e parlo di roba seria, mica bot che intasano la pagina con annunci di dubbio gusto – dichiarerò la mia “resa” e comincerò a dedicarmi solo ed esclusivamente ai miei account di DeviantArt e Fanfiction.net. Un vero peccato, visto che mi mancava pochissimo per arrivare a quota 42 articoli. Chissà, magari comincerò a tradurre in inglese anche i miei consigli per gli acquisti…
Questo però non significa che abbandonerò Lokee. Mi limiterò ad aspettare in silenzio che il vento ricominci a soffiare nella direzione giusta.
Detto questo, non mi resta che salutarvi, prodi utenti di Lokee. È stato piacevole navigare con voi per questi mari, e speriamo di poterci incontrare di nuovo sotto i cieli stellati di questi lidi prima che i nostri capelli e le nostre barbe diventino candide come la neve.

Sperando di potervi sentire presto

Salem

 


Licenza articolo: Attribuzione, Non opere derivate, Non commerciale

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