Oscure Presenze

Premessa: a Voi che leggete, scrivo questo diario per i Posteri.
Potrei non sopravvivere. Peggio, potrei commettere qualcosa di tremendo ed irreversibile. Prego gli Dèi che mi diano forza.

 

Giorno I

Quasi non ci facevo caso.
È una presenza discreta e cortese la sua, e la prima volta che l’ho notato non ho pensato a granché.
Era inusuale, certo. Bizzarro? Forse.
Ma la vita mi ha abituato a ben altre stranezze: dunque, in un primo momento, la situazione mi è parsa quasi normale.
Stava lì, nel suo angolo. In un posto inadatto, in un modo inconsueto, per volontà dell’Altro.
L’Altro, sulla cui identità e nefandezze disquisiremo in seguito, è una presenza altrettanto importante in questa storia, ma sfortunatamente non altrettanto discreta.
Si potrebbe dire, al contrario, che l’Altro sia la causa di tutti i mali di questo micromondo.
Esagerato?
Probabile, ma una cosa è scientificamente certa: Egli è, inevitabilmente ed indiscutibilmente, la causa prima dell’oscura presenza. Il motore della sua esistenza, il demiurgo delle sue vicende.
E dunque, per il momento, osservo.

Giorno III

La situazione pare stabile.
Nulla appare mutato e la presenza resta lì, come in attesa.
Di cosa?
Solo l’Altro lo sa.
Ha un aspetto trasandato, sofferente. Il classico colorito giallognolo di chi ha vissuto giorni migliori.
Mi offre il silenzio accusatorio di chi sa che dovrebbe essere altrove. Che il suo posto non è qui.
Ma io non ho risposte da offrirgli, nè speranze da bisbigliare.
La verità è che mi sento in colpa: so che dovrei affrontare l’Altro, intimare un un ultimatum, farmi carico di questa responsabilità. Questa situazione non può durare.
Ma non lo faccio.
Non lo faccio, vedete, per colpa dell’Altro. O meglio, per colpa della mia inadeguatezza, della mia inesperienza. È una battaglia che non posso vincere.
Non potete capire, finchè non saprete chi, o cosa è l’Altro.
Egli è caos. Entropia.
Egli è un vortice ineluttabile di temporeggiamento e negligenza.
Egli domina questi spazi, e decide del fato di creature come l’oscura presenza.
Ed io non ho la forza di oppormi.
Non ancora.

Giorno VII

Non ci crederete, ma è ancora lì.
Io non ci credevo.
Eppure conosco l’Altro.
Posso immaginare quanto debba risultare strano a voi: ma ve lo assicuro, la presenza vive, ed è ancora là, dove l’abbiamo lasciata.
In quel posto che non gli appartiene, in un tempo che ormai non è più il suo.
Mi sono fatta coraggio, ed ho strappato una promessa.
Una promessa!
C’è qualcosa di più sacro e vincolante di una promessa, in questo mondo?
Il fato della presenza sarà sancito, e lei se ne andrà.
Non dovrò patire più il suo sguardo, supplice ed ostile al tempo stesso. Né udire il suo silenzio, altrettanto colpevolizzante. Ogni sera, ed ogni mattina, so che è lì ad aspettarmi. Lo temo, lo anticipo, e spero di sbagliarmi.
Finora, ho tristemente avuto ragione.
Ma tutto finirà.
Una promessa, dicevamo: voi avete speranza? Fate bene, ad averne: voi siete fortunati. Non avete l’Altro nella vostra vita.
Io sì.
E dunque non ho speranze.
La promessa è stata fatta due giorni fa.
Attendo.

Giorno IX

Siamo in tre, ormai, in questa inquieta relazione di silenzi ed accuse.
La presenza c’è ancora. L’Altro c’è ancora. Io pure.
Non so per quanto.
La situazione è insostenibile: non c’è spazio in questo mondo, in questo luogo, per tutti e tre.
È innaturale, sbagliato.
L’Altro crede di poter stravolgere il corso della Natura, di poter piegare le leggi del Fato: ma non è così. Non è gratuito.
C’è un prezzo da pagare, e sarà salato.
Uno dei tre deve sloggiare, e subito. O non risponderò delle mie azioni.
La violenza non è una soluzione: solo che a volte lo è, anche se non la migliore. Ma è definitiva. Sbagliata, orrida, colpevole: ma definitiva.
Non so cosa sarà di me, della mia anima.
Non so cosa sarà dell’Altro, o dell’oscura presenza che gli fa capo.
Pregate per me.

Pregate per l’altro.

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@meck, ora togli quel ca**o di sacchetto della spesa dal bidet o faccio a pezzi lui, poi te. La stessa sorte toccherà alla borsa da calcio in mezzo ai piedi ed ai vestiti sul pavimento.

kissini

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10 commenti

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    Frank-Zero Admin e Presidente della Galassia - 50° livello
    mercoledì 22 febbraio 2017 @ 22:34 #

    I cavalli sono persone orribili…

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      Ackseth Autostoppista Galattico - 33° livello
      domenica 26 febbraio 2017 @ 14:54 #

      Siamo pari, anche le persone sono cavalli orribili…

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        Frank-Zero Admin e Presidente della Galassia - 50° livello
        lunedì 27 febbraio 2017 @ 10:02 #

        Touché.

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    CaldoTricheco Cacciatore di Ratti - 10° livello
    lunedì 27 febbraio 2017 @ 11:08 #

    Aggiornamento: il sacchetto è ancora in bagno.
    Dite Addio al vostro Magallo preferito…

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      Frank-Zero Admin e Presidente della Galassia - 50° livello
      lunedì 27 febbraio 2017 @ 13:51 #

      Ok. Ciao @meck , nella prossima vita impara a non lasciare sacchetti nel bidet e borse da calcio in mezzo alle stanze! Io l’ho imparato un paio di reincarnazioni fa, quando venni torturato e poi ucciso cruentemente da una moglie dell’epoca… (Per i vestiti sul pavimento , in realtà, ci sto lavorando ancora in questa vita e ho rischiato la pellaccia più di una volta, ma per ora l’ho sempre scampata, yeah!)

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        meck Ombra - 50° livello
        lunedì 27 febbraio 2017 @ 13:54 #

        Ci tengo a sottolineare che in realtà a parte il sacchetto tutto il resto ha smesso di verificarsi da tempo. Quindi 2/3 delle accuse sono solamente calunnie gratuite.

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    CaldoTricheco Cacciatore di Ratti - 10° livello
    lunedì 27 febbraio 2017 @ 14:09 #

    Sui vestiti te lo concedo. Sulla borsa ci puoi lavorare.
    E sicuramente non è stato per tua volontà…

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    nakis Architetto di Terraforming - 50° livello
    lunedì 27 febbraio 2017 @ 15:01 #

    Io mi attengo strettamente al detto “ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”. Per questo mi sono armato di nastro adesivo bianco per delimitare accuratamente le aree sul pavimento dove lascio le cose. Ora nessuno mi può dire che non sono ordinato!

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      CaldoTricheco Cacciatore di Ratti - 10° livello
      lunedì 27 febbraio 2017 @ 15:18 #

      Casa tua è una scena del crimine, in pratica.. e che crimine! >:(

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        meck Ombra - 50° livello
        lunedì 27 febbraio 2017 @ 15:27 #

        a casa sua ci sono ancora dita mozzate giocando a Fantascatto.

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