I classici semisconosciuti della fantascienza – Mondo alla rovescia

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Procedendo a scavare nella mia libreria alla ricerca di roba buona da leggere in mancanza di novità interessanti, mi sono ricordato quasi per caso di questo romanzo del 1974 scritto dall’inglese Christopher Priest.

Priest è un autore molto prolifico ma pochissime delle sue opere sono state tradotte in italiano. Forse alcuni di voi hanno visto il film The Prestige, tratto da un suo romanzo del 1995, tradotto nella nostra lingua solo in seguito al successo della pellicola.

Inverted World, in italiano Mondo alla rovescia, è uno dei suoi primi romanzi e, a mio modesto parere, uno dei migliori. Mescola in maniera sapiente il genere postapocalittico con le suggestioni che pochi anni dopo daranno vita allo steampunk, il tutto in un contesto hard sci-fi fra i meglio costruiti che conosca.

Mondo alla rovescia Inverted World copertina

Come al solito, la mia copertina preferita.

Il libro si apre con la narrazione in prima persona da parte del protagonista:

Avevo raggiunto l’età di seicentocinquanta miglia.

Perdonatemi, ma di fronte ad un incipit così  bisogna solo inchinarsi e riconoscere che si è di fronte ad un maestro della speculative fiction.

Quello che già dalla prima riga ci è chiaro è che per qualche motivo non ci troviamo in un universo fisico in cui valgono le nostre stesse leggi. Ci veniamo tirati dentro senza tante spiegazioni, e per tutto il libro il nostro senso di straniamento sarà lo stesso del protagonista, Helward Mann.

Helward è nato, come tutti, nella Città, ma a differenza di molti dei suoi coetanei è destinato ad entrare a far parte delle corporazioni, l’elite tecnologica che governa la città. Solo ai membri delle corporazioni, che giurano sulla propria vita di non rivelare mai i segreti di cui sono a conoscenza, è concesso di uscire dalla città e scoprire la vera natura del mondo in cui si trovano, il mondo alla rovescia.

Diventato apprendista delle corporazioni Helward esce per la prima volta all’aperto, e ha modo di vedere per la prima volta la città. Ma la vista del mondo esterno non fa che creare nuove domande: perché il sole non è una sfera come gli hanno insegnato a scuola? Perché l’intera città viene fatta costantemente avanzare verso nord su binari? Perché tutti i membri della corporazione si riferiscono al nord come “futuro” e al sud come “passato”? Perché chi viaggia a nord o a sud sembra invecchiare diversamente da chi resta in città? Cos’è questo “optimum” che la città tenta continuamente e inutilmente di raggiungere?

Le risposte non vengono fornite, perché uno dei dogmi delle corporazioni è che gli apprendisti devono constatarle da soli per capirle. E c’è una ragione: la realtà, quando Helward arriverà a scoprirla, è così assurda, così inspiegabile che soltanto vederla con i propri occhi può darle un senso. Ma una volta saputa la verità non si può far altro che prenderne atto. È emblematico in questo senso quello che dice ad Helward il suo primo maestro: lui non lavora all’avanzamento della città perché gli piace o perché gli è stato ordinato, lo fa perché dopo ciò che ha visto sa che la città deve continuare a muoversi, che non c’è altra scelta se non quella di avanzare verso nord.

Mondo alla rovescia Inverted World città

La città

La nostra visione del mondo alla rovescia sembrerebbe farsi più chiara man mano che il protagonista comincia a viaggiare anche lui nel “passato” e nel “futuro” e a confrontarsi con gli strani indigeni che li abitano. Eppure c’è sempre qualcosa che non torna, qualche punto irrisolto che ci dice che le cose non possono essere così come le vediamo, che ci deve essere un inganno di fondo.

Il finale della storia è uno dei migliori colpi di scena che mi sia mai capitato di leggere in questo tipo di narrativa, e forse anche nella narrativa in generale. La rivelazione, e questo puà sembrare strano, ci viene fatta da un personaggio che si siede e ci fa uno spiegone. Questo vuole creare un contrasto con il modo in cui eravamo stati istruiti fino a quel momento, aumentando ulteriormente il senso di spaesamento in cui la scoperta ci ha fatto ripiombare, senza dare l’impressione di un finale frettoloso o tirato via.

Ma non pensate che sia realmente finita, perché fino all’ultima riga ci verranno continuamente infilati nuovi dubbi in testa, e anche dopo che avremo chiuso il libro, se solo ci fermeremo a riflettere per un momento, ci renderemo conto che le cose non possono essere come ce le hanno raccontate, che ci deve essere un ultimo inganno finale nascosto tra le righe che non ci è stato rivelato.

E proprio la capacità di continuare a vivere anche dopo che le pagine sono finite è ciò che rende Mondo alla rovescia un capolavoro.

Mondo alla rovescia (Inverted World)

  • Prima edizione originale: Faber & Faber, 1974
  • Prima edizione italiana: Sigma fantascienza n. 1, Moizzi editore, 1975
  • Ultima edizione italiana: Tascabili fantascienza n. 32, Editrice Nord, 1996

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7 commenti

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    Relesia Nova Hardwired Commando - 40° livello
    giovedì 17 marzo 2016 @ 14:09 #

    Mamma mia che recensione!
    Fino alla fine sono stata terrorizzata dalla sensazione che stessi per fare uno spoilerone.
    Se tu non fossi il Legislatore in materia avrei smesso di leggere.
    Complimenti per aver aumentato di una unità la mia frustrazione per libri che non riuscirò a leggere.

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      Nabbo Capo Squadriglia - 50° livello
      giovedì 17 marzo 2016 @ 15:02 #

      Se non lo trovi te lo presto io. Se non hai tempo te lo presto io. Se non hai voglia rileggiti la mia recensione.

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        Relesia Nova Hardwired Commando - 40° livello
        giovedì 17 marzo 2016 @ 15:06 #

        La prima, grazie :)

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      Nabbo Capo Squadriglia - 50° livello
      giovedì 17 marzo 2016 @ 15:18 #

      Te ne dovevo prestare anche un altro, ma non mi ricordo qual era.

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    Ackseth Autostoppista Galattico - 33° livello
    giovedì 17 marzo 2016 @ 16:12 #

    Pensa che ne ho solo un vago e pallido ricordo… Seguirò il consiglio e mi farò una rilettura!

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      Nabbo Capo Squadriglia - 50° livello
      giovedì 17 marzo 2016 @ 16:38 #

      Deve essere perché non è mai uscito con gli Urania. Comunque essendo della Nord dovresti averlo fra i Cosmo Oro.

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        Ackseth Autostoppista Galattico - 33° livello
        venerdì 18 marzo 2016 @ 18:45 #

        Infatti ce l’ho negli Oro.

        Per la collezione dei Tascabili, invece, sono in alto mare, ma tanto: ne ho una decina (tra cui uno dei miei libri preferiti, Nel Cuore della Cometa), non di più. Quello sarà il prossimo obiettivo, appena ho il tempo di rimettere in ordine la libreria…

        Per i Sigma, se ne riparla tra qualche anno, ammesso che siano ancora trovabili…

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