Game Chef 2017 – il sapore del GdR italiano

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Anche quest’anno, come ogni anno da ormai 15 anni, sta per avere inizio il Game Chef, il concorso per autori di giochi di ruolo indipendenti più famoso e seguito al mondo. L’edizione italiana, nota come Game Chef – Pummarola Ediscion, chiama ad adunata tutti coloro che sono desiderosi o anche solo curiosi di cimentarsi nella creazione di un gioco di ruolo in maniera semplice e creativa, sfidando se stessi, altri appassionati connazionali e, superando la fase di eliminatorie, confrontandosi con altri autori più o meno in erba provenienti da tutto il mondo.

Quest’anno l’evento avrà luogo dalle ore 14:01 del 29 Giugno fino alle ore 23:59 del 11 Luglio, ora italiana. Per maggiori informazioni e dettagli è possibile leggere sia le pagine italiane su Facebook e su Google+ o fare quattro chiacchiere nella Community ufficiale nostrana.
È stata persino realizzata una breve e chiara Guida su come essere sempre aggiornati su tutti gli sviluppi del concorso.

Mi dicono dalla regia che la grafica della guida è identica a quella di un noto sito di intrattenimento ma che ciò costituisca una pura casualità; noi di Voyager vogliamo credere sia così ;-)

Ma di che si tratta esattamente?

Il Game Chef nasce ufficialmente nel 2002 con l’intento di dare vitalità al sottobosco dei giochi di ruolo indipendenti, offrendo l’opportunità agli autori aspiranti di farsi le ossa, agli autori in erba di esercitarsi e farsi conoscere, e ai già veterani di ricaricare le energie creative con una (produttiva) divagazione.

Perchè per fare un gioco di ruolo non esiste metodo migliore che … fare un gioco di ruolo! Trovare un’idea, tradurla in meccaniche, scriverle in modo comprensibile, verificare che il tutto sia giocabile, e porre la fondamentale parola FINE a un progetto che poi verrà messo in mano ad altri.

Per aiutare a fare esattamente questo, il Game Chef segue poche ma importanti regole, approfondibili in dettaglio ai link segnalati in precedenza:

- il tempo di sviluppo è limitato a poco più di una settimana

- il numero di parole è limitato a 4000 al massimo

- si ha un vincolo di Tema

- si ha un vincolo di Ingredienti

- il gioco deve essere completo

- punti extra per chi rende il più accessibile possibile il proprio manuale di gioco, badando ai bisogni di chi ha problemi di lettura

E proprio Tema ed Ingredienti sono il cuore del concorso, e danno alla competizione il suo peculiare e culinario nome. Ogni autore è infatti tenuto a integrade nella propria opera sia il Tema che da due a quattro Ingredienti, restando però libero di interpretarli nella maniera che più lo ispira. La prima fase del concorso termina qui, con lo sviluppo e la consegna dei giochi.

Nella seconda fase tutti i giochi pervenuti vengono redistribuiti in forma del tutto anonima fra gli autori partecipanti. Ogni autore è tenuto a leggere e recensire i 4 giochi assegnatigli. In questo modo tutti i giochi in concorso riceveranno più valutazioni dai propri pari, in base alle quali gli organizzatori effettueranno una prima scrematura dei tutoli.

La terza fase vede giudicati, direttamente uno contro l’altro, i titoli fino a qui sopravvissuti. Ne resterà soltanto uno, il quale verrà incoronato vincitore dell’edizione italiana del concorso.

La quarta ed ultima fase vedrà infine il vincitore tradotto in lingua inglese e inviato alla giuria internazionale, che lo metterà a confronto con i vincitori di tutte le altre edizioni nazionali del Game Chef.
A tal proposito ci rende non poco orgogliosi poter contare ben due italiani fra i vincitori mondiali delle scorse edizioni:

- nel 2016 vince Ivan Lania con il suo Fuori dalla Crisalide; il tema era Tecnologia e gli ingredienti erano Allarme, Danza, AbbozzoLuce Solare

- nel 2012 vince Matteo Turini con il suo Novanta Minuti; il tema era Ultima Chance e gli ingredienti erano Coyote, Dottore, Lanterna, Imitatore

Esiste però anche una quinta fase non ufficiale: il DOPO.
Si perchè non è raro che le idee (anche quelle non vincenti) nate dal Game Chef non vengano poi sviluppate oltre la fine del concorso, diventando eventualmente giochi di ruolo pubblicati, professionali, e a volte anche famosi. Dopo tutto, in fase di eliminazione ogni gioco riceve una notevole quantità di recensioni, commenti, annotazioni e persino playtest.

Per esempio il bellissimo e famosissimo Polaris di Ben Lehman, che vide la luce durante l’edizione del 2004.

O il mio modesto Il Nome di Dio, nato in occasione dell’edizione 2013.

Auguro dunque un “in bocca allo Chef” a tutti i partecipanti italiani, invitando anche chi è solo curioso a provare a partecipare. È un’esperienza interessantissima e molto formativa che consiglio a chiunque voglia, anche solo per diletto personale, mettere le proprie idee nero su bianco e creare un proprio gioco di ruolo.


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