Fifty Shames of Knight – Capitolo duodecimo: Dipartita

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.10: Diplomazia

 .11: Sabotaggio

 

La vestizione dell’eroe.

Uno dei momenti più topici della letteratura epica, che ha caratterizzato i più grandi di sempre, tra cui un certo Achille. Non poteva quindi che prevedersi glorificazione analoga per quello che tutti ritenevano il più grande eroe del regno: Sir Dennis.
Nella grande tenda del re erano in corso i preparativi alla battaglia degli alti ranghi dell’esercito. Lo scrivano di corte era stato incaricato di narrare le gesta della battaglia, affinché potessero essere tramandati gli eventi di quella giornata, qualunque fosse stato l’esito.
“Beh allora, che fa, non scrive? Non prende nemmeno un appunto su questo momento storico?”

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Idee, sintesi, chiarezza. Doti fondamentali di ogni scriba che si rispetti.

Lo scrivano di corte stava tergiversando, con la penna d’oca intinta d’inchiostro che ondeggiava nella mano.
“Vedete, Vostra Altezza, è difficile trovare l’ispirazione… Sir Dennis si è alzato dal letto che era già in armatura.”
“Dannate scuse! Dannati alibi! Dov’è lo scrivano?!”
“… s-sono sempre io, Vostra Altezza”
“bene, scrivi: al ritorno dalla guerra, giustiziare lo scrivano.”
Allo scrivano cadde di mano la penna e svenne.

Sir Dennis, coerente con lo stato d’animo che lo accompagnava dalla morte di Lady Tenia, poco si curava del fermento che lo circondava. Nemmeno l’esser stato incaricato dal re per guidare la carica frontale sembrava averlo smosso minimamente. Di lì a breve, in sella al suo cavallo, si sarebbe lanciato in contro a morte certa.
“Sir, come potete non reagire in alcun modo? Questa carica è una follia! Uno spreco di vite che può costarci caro nell’equilibro della battaglia!”
“Non importa, Gion. Vincere o perdere, in ogni caso, che differenza fa?”
“E soprattutto, cosa volete che ne sappia un prostituto di tattica militare, non avendo frequentato l’accademia” aggiunse Ferdy sprezzante, beccandosi l’ennesima occhiataccia rancorosa di Gion.

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Meticolosi preparativi per la battaglia, sia di equipaggiamento che di strategia.

I preparativi si conclusero quasi all’alba, in quell’arco di tempo in cui la luce già rischiara il cielo, ma il sole non ha ancora fatto capolino all’orizzonte. Il nemico avanzava inesorabile ma con prudenza, attento a non cadere in trappole tanto improbabili quanto pericolose. Dopotutto, era consapevole di avere ormai conquistato una situazione di superiorità territoriale.
Sir Dennis era pronto, all’ingresso della cinta di legno che proteggeva i confini dell’accampamento, in groppa al suo cavallo. A vederlo in quel momento nella sua armatura lucente, impassibile e a testa alta con lo sguardo rivolto al nemico, sembrava davvero il più grande leader di tutti. Si chiuse l’elmo, si girò verso i suoi uomini ed esclamò: “andiamo a caccia”.

Gion, memore di quanto accaduto il giorno precedente, scuoteva il capo con la mano sul viso. Non erano dello stesso avviso i soldati, che avevano preso le parole di Sir Dennis come una metafora che li vedeva come predatori del nemico. Erano carichi a mille e galvanizzati.
Partirono, con Ferdy al fianco di Sir Dennis e Gion subito dietro.

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Uomini semplici e valorosi, pronti a rischiare la vita in guerra come in caccia, incuranti del bloccafogli che incombe sulla destra.

A quell’ora del mattino i banchi di nebbia celavano gran parte della vallata rigogliosa di vegetazione. La loro presenza, unita ad una conoscenza molto ridotta di quei luoghi sconosciuti, rallentava di molto la marcia dei valorosi. Quel che era certo però era che anche il nemico stava incontrando le stesse difficoltà, addentrandosi in un territorio esterno alle linee commerciali principali e quindi anche a loro non proprio familiare.
Dopo un’ora abbondante di marcia Gion consigliò all’apatico Sir Dennis di mandare alcuni uomini in perlustrazione avanti, per cercare di vedere quanto lontano fosse il nemico e eventualmente anche scoprire sentinelle nemiche.
Rispetto all’accampamento, posizionato su un piccolo altopiano, si trovavano in basso nel cuore della vallata, immersi nella vegetazione. Di conseguenza, ogni contatto visivo col nemico era venuto meno.

Ferdy per una volta si trovò sorprendentemente d’accordo con Gion sull’idea, vedendosi tuttavia suo malgrado premiato per lo spirito propositivo con il compito di guidare una manciata di uomini in avanscoperta. Il resto della compagine si concesse un breve riposo prima di ripartire.

Dopo una ventina di minuti circa Ferdy e gli esploratori fecero ritorno. Ferdy si avvicinò a Sir Dennis per fare rapporto: “Sir, nessun nemico in avvicinamento per ora, ci vorrà sicuramente almeno un’altra ora e mezza di cammino prima di entrare in contatto diretto. Però abbiamo scoperto qualcosa di insolito nel fitto dei boschi, credo sia il caso che venga a vedere di persona assieme a me.”
Sir Dennis lo seguì a passo spedito, fin quando non furono nel fitto della foresta. Non era lui fortunatamente a guidare, perché si era già perso. Si girò per cercare di scorgere da dove erano arrivati e tentare di orientarsi nuovamente, ma tutto ciò che ottenne fu di perdere di vista anche Ferdy. Si voltò allarmato da un rumore di fronde provenire dalla sua sinitra, cercando di mettere a fuoco la vista in direzione dei cespugli, poi sentì un sonoro colpo secco e cadde a terra tramortito.

Si risvegliò dopo alcuni minuti. Provò a muoversi ma era legato ad un albero. Tentò svariate volte di guardare dietro di sé per cercare di trovare il nodo della corda che lo stringeva, prima di accorgersi che di fronte a lui, a meno di due metri di distanza, un quanto mai raggiante Ferdy lo stava fissando.
“Che diavolo è successo? Ferdy, meno male che sei qui, presto, liberami!”.
“Non ho alcuna intenzione di liberarti, Dennis”.

 

Sir Dennis lo guardò sorpreso. Cos’era quell’improvvisa confidenza?

“Sono stato io a colpirti in testa. Sono stato io a legarti.”
“Sei stato tu?”
“Oh andiamo, sei proprio un idiota! L’unico qua in giro con un po’ di sale in zucca che si sia insospettito è quello straccione del tuo scudiero! Possibile che tu non abbia fatto neanche un collegamento?”
Sir Dennis lo guardava con un’espressione così fessa che una di quelle tipiche massaie di paese lo avrebbe tranquillamente potuto acquistare al mercato del pesce scambiandolo per un’ottima triglia.

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Un classico: il cattivo di turno che racconta tutto nei minimi particolari prima di uccidere il buono.

Ferdy riprese a parlare: “Quella volta del tentato assassinio nei tuoi confronti? Sono stato io a dare le indicazioni al sicario per evitare le ronde. Sono stato io ad approfittare del caos causato dall’attentato per arrivare indisturbato ai cancelli della città e aprirli al nemico senza farmi notare.
E la sera del nostro primo incontro? Non ero lì di passaggio, stavo perlustrando la zona per rapire Lady Tenia e riportarla al nemico.
E la faccenda dei documenti rubati? Pensi davvero che quel paggio potesse riuscire di sua iniziativa ad accedere a qualcosa di così importante senza un aiuto dall’alto?
Anche l’incendio del carro di questa notte è stata opera mia, per quello ero già in zona per prestare i primi soccorsi. Serviva un diversivo per permettere al nemico di avanzare di sorpresa.”

Sir Dennis lo stava fissando, ascoltando ogni singola parola. Provava amarezza e disgusto verso il giovane, benché comunque ciò non lo smuovesse più di tanto dalla sua apatia. “Perché lo hai fatto?”
“Ma ovviamente perché voglio che questa guerra si combatta! Troppo a lungo ho vissuto all’ombra del mio fratellastro, solo perché lui ha avuto la fortuna di nascere dalla moglie di nostro padre e non dalla sguattera che pulisce le cucine. E allora ho deciso di giocarmi le mie carte, vendendo questo reame guidato da imbecilli in cambio di possedimenti e di un titolo nobiliare autentico, rispettabile, mio.”

Ferdy scoppiò a ridere prima di proseguire: “ma sicuramente il mio capolavoro è stato l’omicidio di Lady Tenia! Una volta capito che sarebbe stato impossibile rapirla per colpa del vostro continuo impicciarvi, l’unica soluzione per poter impedire uno scambio che avrebbe disteso il clima era ucciderla, soprattutto alla luce del fatto che Sbenchmark, per legittimare il proprio potere, stava accarezzando l’idea di concederti Lady Tenia in sposa.” Sir Dennis sgranò gli occhi. “E io sarei rimasto fregato, senza nulla in mano. Così, quando si è presentata la ghiottissima occasione proprio in vista dello scambio, non potevo non coglierla e offrirmi volontario come custode della ragazza, per poi tagliarle la gola proprio quando il nemico poteva vedere. Dopotutto non è stata una grossa perdita, era solamente una donna. Hahahaha!”

A Sir Dennis si dilatarono le pupille. In quel momento, tutta l’apatia che lo permeava scivolò via, lasciando il posto a rabbia feroce. Con gli occhi iniettati di sangue inizio a tirare, nel tentativo di alzarsi.

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I buoni son buoni, ma quando si arrabbiano sanno essere cattivi.

Lo stesso Ferdy rimase stupito e intimorito nel vedere Sir Dennis in quel momento. Se non fosse stato per gli ottimi nodi con cui lo aveva legato, pur consapevole della propria superiorità netta nel duello con la spada, sapeva che sarebbe stato un uomo morto (per fortuna che al corso di nodologia all’accademia era stato attento). Tuttavia il suo solito ghigno ricomparve presto sul volto ed estrasse la spada: “Mi spiace Dennis, ma non riuscirai a liberarti. Mi sono divertito abbastanza con te ma ora, qui, stai per morire. Sai perché ti ho raccontato tutto prima di ucciderti?” Attese qualche secondo, poi continuò:
“Perché innanzitutto sei troppo stupido e inoffensivo per poter fare qualcosa, e in secondo luogo perché qui non siamo in una di quelle storie dove il cattivo di turno perde tempo a raccontare la propria storia invece di uccidere il buono e alla fine arriva il suo comp-”

SPLORCH

Sir Dennis vide una lama di spada spuntare dalla trachea di Ferdy, nell’unico punto debole scoperto tra l’armatura e l’elmo sollevato sul capo, trapassato come un panetto di burro caldo. La spada riscomparve da dove era arrivata e il corpo senza vita del traditore si accasciò a terra. Gion era lì in piedi con la spada insanguinata, fissando visibilmente soddisfatto il cadavere  del traditore.
Alzò lo sguardo e si rivolse verso Sir Dennis: “Era dal sesto episodio che desideravo farlo.”

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Che soddisfazione!

Si affrettò a liberare il cavaliere, sciogliendo rapidamente i nodi (“Certo che Ferdy faceva schifo anche a fare i nodi”), aiutò Sir Dennis a rialzarsi e aggiunse: “Presto, il tempo stringe, il nemico è vicino. Ma ho un’idea che potrebbe salvarci. Seguitemi Sir Dennis!”

 

Da un’idea di @Meck e @Nabbo, immagini a cura di@Jahramilmago

Fifty Shames of Knight è realizzato e pubblicato esclusivamente con connessioni internet di seitan a chilometro zero, installate da tecnici rigorosamente allevati con metodi biologici e sottoposti continuamente a rigorosi controlli veterinari.
Tutti i morti nelle battaglie narrati sono certificati e garantiti dagli Organismi di Controllo riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero della Sanità, perché vengano rispettate e garantite tutte le condizioni igienico sanitarie previste dalla normativa vigente.
Allergeni contenuti nell’opera: arachidi, glutine, uova, latte vaccino ed ebola.

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10 commenti

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    Aelar Loreweaver Personaggio non giocante - 2° livello
    sabato 07 gennaio 2017 @ 15:37 #

    “Era dal sesto episodio che volevo farlo!” Gion ha sfondato la 4a parete insieme alla trachea di Ferdy XD

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      meck Ombra - 50° livello
      sabato 07 gennaio 2017 @ 15:42 #

      Grazie, il commento su Gion è indubbiamente notevole :P

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      Fagiolino Commissario - 50° livello
      sabato 07 gennaio 2017 @ 17:07 #

      Rompere la quarta parete = rivolgersi al pubblico. Sorry man, non è questo il caso. Ritenta e sarai più fortunato.

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      Relesia Nova Hardwired Commando - 40° livello
      lunedì 09 gennaio 2017 @ 10:20 #

      Per maggiori informazioni e delucidazioni la invitiamo a leggere “Scerloc”, sempre su queste pagine!

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      Piccettino Capo Squadriglia - 50° livello
      giovedì 12 gennaio 2017 @ 21:55 #

      Parlasi di metanarrazione, se vogliamo essere pignoli.
      Cosa che si vuol fare.

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    nakis Architetto di Terraforming - 50° livello
    lunedì 09 gennaio 2017 @ 17:22 #

    Meno male che non sono allergico all’ebola!

    (Se non ci pensassi io a commentare il disclaimer…)

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      meck Ombra - 50° livello
      lunedì 09 gennaio 2017 @ 18:31 #

      Ma veramente, uno scrive un capitolo solo per poter chiudere col disclaimer e la gente non ha cuore.
      Poi perché c’è disoccupazione

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      Piccettino Capo Squadriglia - 50° livello
      giovedì 12 gennaio 2017 @ 21:57 #

      A quello ci pensa @nabbo.

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        Nabbo Capo Squadriglia - 50° livello
        venerdì 13 gennaio 2017 @ 15:59 #

        E i marò?

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    Ackseth Autostoppista Galattico - 33° livello
    venerdì 13 gennaio 2017 @ 17:13 #

    Latte vaccino?

    Latte VACCINO?

    VACCINO???

    Fifty è un complotto per renderci tutti autistici! O di acciaio…

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