Aemon – Epilogo

maxresdefault

-          Epilogo ( I ) –

La maschera era caduta, la farsa era finita. Davanti a loro si ergeva uno Schadenei nell’orrore della propria forma primordiale. Tra le fila dei soldati si diffuse un terrore senza voce, rotto dopo qualche istante da una fuga disordinata. Gli uomini delle prime file non furono tanto fortunati, e le loro grida disumane verso il cielo rivelarono ad Aemon l’abisso profondo della loro pazzia. Avevano visto da vicino l’incubo, e la loro mente era perduta. Non aveva bisogno di parlarci per intuire che il loro cervello era ridotto ad una pappa per poppanti.
Quanto ad Aemon, la sua situazione era semplice e complessa al tempo stesso. Era la resa dei conti, ma sapere cosa fare ed effettivamente farlo erano due cose molto diverse. Si era preparato a lungo solo per quel momento, ed ora che ce l’aveva davanti era come stare in piedi sull’orlo di un precipizio. Ci voleva soltanto un po’ di coraggio. E suddetta qualità non era mai stata esattamente un suo marchio di fabbrica.
Il demone della Paura emise un crepitio gutturale che suonava pericolosamente come l’intensificarsi di una carica statica. Aemon sentì il fuoco del Vasharr ribollire in risposta, ma prima che fosse troppo tardi si fece forza e si alzò dall’angolo del ring. La sua coscienza di espanse e si concentrò sul fuori. Il Vasharr parve capire, e dopo qualche istante di resistenza si ritrasse, fremente di collera. Non era contento di battere in ritirata, era chiaro, ma gli aveva dato fiducia.
Aemon fu risucchiato all’esterno e la pressione sul suo spirito scoppiò come una bolla di sapone. Il primo respiro gli riempì i polmoni di sollievo, nonostante il greve puzzo di bruciato.
Lo Schadenei non parve rendersi conto della differenza. Sibilando avanzò verso di lui, ma si bloccò come una statua di sale quando udì le prime parole di Aemon.
Era l’incipit di un’antica formula, una che l’Oracolo aveva conosciuto bene, e che lo Schadenei sembrò riconoscere all’istante. Il Demone sussultò di paura per un breve momento, ma poi si rilassò. Gettò il teschio scarno all’indietro e la sua risata stridula ghiacciò il sangue nelle vene dei presenti.
“Sciocco mortale!” gracchiò. “ Quella formula non è niente senza un cerchio di evocazione! “
Aemon sorrise, e per la prima volta da quando aveva perso la memoria, si sentì quello furbo. Arretrò mentre lo Schadenei riprendeva ad avanzare, sollevando le mani ossute per colpirlo. Non perse un battito, non mancò una parola, ed era a metà della formula quando la sentì prendere forma. Lo sentì prima nell’essenza del Vesharr, che si contrasse in panico e tremò di speranza. Poi lo vide negli occhi sgranati del Demone della Paura e nella sua bocca spalancata di meraviglia. Attorno a loro i pinnacoli montuosi sembravano vibrare come un diapason.
L’artiglio dello Schadenei si fermò ad un soffio dalla fronte di Aemon, mentre lui pronunciava l’inizio dell’ultima frase rituale, con evidente sforzo.
“Come? COME?” Il demone non sapeva, e dunque non capiva. Il suo corpo si contorceva e pulsava ritmicamente e la bocca contorta rivelava un abisso nero e senza fondo.
Aemon strinse i denti, e mandò giù saliva dal sapore ferroso. Gli mancava il respiro, le sue reni erano in fiamme e l’agonia del Vesharr spediva fitte gelide ed improvvise lungo la colonna vertebrale. Non mancava molto, solo qualche parola…
Lo Schadenei era ormai bloccato ed incapace di reagire. La sua voce era uno stridio acuto e continuo che penetrava nell’anima. Le orecchie di Aemon avevano preso a sanguinare ma quello era l’ultimo dei suoi problemi. Sentì lo spirito del Vesharr pulsare intensamente, e provò il suo dolore, la sua rabbia, la sua speranza.
Una parola. Un battito. Un’altra parola. Un altro battito.
Pronunciò l’ultima sillaba, ed il mondo esplose.
Lo Schadenei si dissolse davanti ai suoi occhi in una colonna di fumo. Tutto divenne nero.

Nel suo ultimo istante, un caldo senso di gratitudine avvolse Aemon, ed il dolore sparì.
Insieme a tutto il resto.

-          Epilogo (II) -

Rascal si chinò, appoggiando con delicatezza la bottiglia di vetro scuro vicino ad una piccola cartolina consunta. Corrugò la fronte quando incrociò lo sguardo malizioso di Lily, ed il suo sorriso invitante. Scrollò le spalle e pensò che non era una brutta compagnia con cui passare l’eternità. Poteva andare molto peggio.

Si grattò stancamente la nuca, recuperando un’altra bottiglia e stappandola senza sforzo. La sollevò in un brindisi silenzioso, prima di ingollarne una generosa sorsata. Aemon non avrebbe toccato la propria, ma avrebbe apprezzato il gesto, fosse stato lì per vederlo. Era sempre stato il suo liquore preferito: “Bile degli Eroi, non trovi sia ironico?” gli ripeteva sempre, con una allegrezza dal sapore un po’ amaro.

Rascal non trattenne una smorfia di disgusto. Era una bevanda vomitevole, ma a lui sembrava piacere. Quale modo migliore per onorare la sua memoria?

Non aveva mai creduto di essere un eroe, eppure lo era diventato. In quel singolo istante in cui aveva dovuto scegliere, aveva scelto come tale. Forse aveva avuto paura per tutta la propria vita, ma aveva dimostrato coraggio nell’unico giorno in cui contava.

Distolse lo sguardo dall’anonima lapide, scendendo a passi lenti per la collina. Aemon gli aveva parlato di quel posto, una volta. Il luogo in cui si era risvegliato. C’era stato un tempio, prima, ma le devastazioni che avevano seguito il crollo dell’Ordine della Luce non avevano lasciato nulla. La notizia degli eventi al Fiume Rosso si era diffusa in fretta: la morte della Lancia e la verità sulla natura dell’Oracolo avevano lasciato l’Ordine senza sostegno e tramutato folle di seguaci fedeli in rabbiosi vendicatori.

Solo l’azione concertata della Lega aveva riportato pace in quella parte di mondo. Nessuno aveva osato opporglisi: in fondo era stato uno dei loro ad abbattere il mostro. Ed erano stati i 5 luogotenenti della L.S.D ad ordire la ragnatela che aveva imprigionato lo Schadenei. Avevano creato il più grande circolo di evocazione che si fosse mai visto, e l’oracolo ci era finito dentro senza alcun sospetto. La radura del fiume rosso era un gioiello incastonato al centro di un’area sottesa tra cinque dei più grandi luoghi mistici delle terre emerse. Avevano lavorato per mesi, in segreto, per trasferire le reliquie ed i cristalli d’evocazione. I templi erano diventati dei buchi neri di potere sotto gli occhi ignari dell’Ordine. Le guglie rocciose che circondavano la radura erano stati i catalizzatori. Ed il mondo aveva assistito all’esorcismo più potente che gli annali avrebbero mai ricordato.

Il rito aveva spazzato via lo Schadenei, ormai troppo corrotto per tornare sull’altro piano. Ed aveva liberato il Vasharr, il cui spirito era stato redento dalla fiducia di Aemon. L’eroe della storia era stato ridotto in polvere nell’esatto istante in cui il suo ospite era svanito. Forse era un fato inevitabile. Forse il corpo di Aemon aveva iniziato a morire molto tempo prima, e solo il potere dello spirito aveva prolungato la sua esistenza.

Rascal aveva provato a consolarsi con quell’idea, senza successo.

Lanciò un ultimo sguardo alla tomba silenziosa. Nessuno sapeva chi fosse sepolto sotto quella lastra senza nome, a parte pochi fedelissimi. Aemon non avrebbe voluto diventare oggetto di Culto: sarebbe stato ridicolo, dopo essere morto per abbatterne uno.  La sua leggenda, tuttavia, stava già nascendo: la storia di un uomo come tanti, non di un Dio, al quale il Fato aveva giocato uno scherzo crudele. Un uomo semplice, il cui cuore era stato nel giusto fino alla fine.

Certo, il passaparola tendeva ad ingigantire le cose, e presto Aemon era diventato un guerriero di nobili natali, un romantico vagabondo con una moglie defunta e mai dimenticata. Era alto quanto una quercia, e nei suoi occhi ardevano le fiamme. Un suo sospiro poteva scatenare un tornado dall’altra parte del mondo.
Quel genere di cose.

Qualcuno aveva addirittura messo in giro delle lusinghiere storie su un certo “Aemon, il castigatore di vergini dal maglio di fuoco”: Rascal sorrise, sperando che ovunque fosse, il suo amico si stesse facendo una grassa risata.

 

-          Fine –

Grazie a tutti per l’attenzione!

Bene, hai letto l'articolo: ti ha ispirato? Ti ha fatto infuriare? È un cumulo di idiozie?

Loggati oppure Iscriviti per dirci la tua!  Se vuoi far presto:


3 commenti

Aggiungi il tuo
  1. Immagine Avatar

    nakis Architetto di Terraforming - 50° livello
    martedì 24 gennaio 2017 @ 12:08 #

    Grazie a te per questi racconti! Ora ci riveli la tua identità?

  2. Immagine Avatar

    Relesia Nova Hardwired Commando - 40° livello
    martedì 07 febbraio 2017 @ 12:28 #

    Bene.
    Ora puoi scriverne un altro!
    Aspettiamo!

  3. Immagine Avatar

    Piccettino Capo Squadriglia - 50° livello
    lunedì 13 marzo 2017 @ 20:42 #

    L’ho recuperato solo adesso. Confesso che mi sono quasi commosso.
    Mi ero affezionato al buon Aemon.

Partecipa alla discussione

Utente anonimo